Un vino passito che affonda le sue radici nella storia gravinese.

Si narra, tra gli anziani di Gravina in Puglia, che fino a qualche secolo fa tra i filari delle sue vigne allignasse un uva, probabilmente un clone di Greco a maturazione anticipata, che appassiva in pianta. Nell'antica saggezza popolare nulla doveva essere sprecato e quindi da queste uve appassite, vinificate a parte, si traevano pochissimi litri di un vino dolce che si offriva agli ospiti di riguardo durante le feste, per accompagnare i tradizionali dolci di mandorla. Quest'uva veniva chiamata dialettalmente “Gravisano”.

Non si è ancora riusciti a recuperare questa mitica e scomparsa varietà, ma la ricerca effettuata dalle Cantine Botromagno ha portato a scoprire che appassendo la Malvasia sui graticci se ne può ricavare un nettare dal gusto morbido e fragrante, mai stucchevole, che ha trovato dal 1992, anno della sua prima produzione, un posto nel mondo dei vini dolci.

Fonte: Botromagno – Vigneti & Cantine