Dentro questo piatto povero della tradizione italiana non sono racchiuse solamente la semplicità e l’umiltà di ingredienti, quali pane e verdure campestri, ma anche la storia della nostra terra, dei nostri nonni, per i quali il pane era un cibo sacro e mai l’avrebbero sprecato, della cultura contadina, che aguzzava l’ingegno per rendere di nuovo appetibile quel pane che doveva essere preparato ogni due settimane.

Considerato un discendente della puls tractogalata, una ricetta che il gastronomo romano Apicio (I secolo d.C.) citò nel suo trattato De re coquinaria, quando le risorse erano poche, il pancotto veniva utilizzato persino per lo svezzamento dei bambini; anche le puerpere ne mangiavano in grandi quantità, ritenendo che favorisse l’allattamento.

Questo piatto in ogni regione ha assunto caratteristiche diverse e uniche, ricalcando la tipicità degli ingredienti propri di ciascuna terra.

Ingredienti

1 kg rape
300 g finocchietti selvatici
300 g bietole
500 g pane raffermo
1 cipolla media
3-4 patate medie
2 spicchi d’aglio
10 pomodorini
Sedano, prezzemolo
4 uova
Peperoncino piccante
Olio d’oliva, sale

Procedimento

Far cuocere per circa 15 minuti in abbondante acqua salata l’aglio intero, la cipolla a spicchi e le patate a fette. Aggiungere successivamente le rape, le bietole, i finocchietti e i pomodorini, continuando la cottura. Quando le verdure saranno ben cotte, aggiungere le fette di pane; in ultimo aggiungere le uova, facendole bollire per qualche secondo. Nel frattempo far soffriggere l’olio con l’aglio e il peperoncino piccante. Non appena l’olio si sarà insaporito, versarlo sul pancotto, precedentemente scolato. Mescolare e servire caldo.