Il Pallone di Gravina ritorna ad essere protagonista sulla scena nazionale ed internazionale.

Lunedì 9 maggio 2016, c/o la Sala Giuseppe Verdi del Cibus 2016 – Salone Internazionale dell’alimentazione, a Parma, sono stati premiati i vincitori di ALMA Caseus 2016, concorso che ha visto partecipare più di 500 formaggi e quasi 100 produttori.

ALMA Caseus è il grande concorso nazionale dedicato al mondo del formaggio. Seguendo l’esempio dei grandi concorsi internazionali, storicamente legati al mondo e alla cultura del formaggio, ALMA Caseus si presenta come il più completo concorso in Italia sul piano delle conoscenze tecniche professionali, dal taglio al servizio alla comunicazione delle caratteristiche e della provenienza, fino ad arrivare alla qualità e alla conoscenza dei prodotti stessi.

Il patrimonio dei formaggi italiani è fatto di oltre 500 tipologie di prodotto: una varietà che non ha eguali al mondo e rappresenta, uno dei fiori all’occhiello del made in Italy agroalimentare.

Eppure il mondo dei formaggi prodotti nel nostro Paese non è abbastanza conosciuto: di qui l’idea di promuovere un concorso dedicato, ALMA Caseus per l’appunto, promosso dalla ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana,  che si propone, da un lato, di formare i giovani professionisti della Cucina Italiana e, dall’altro, di diffondere la corretta conoscenza del patrimonio gastronomico nazionale, in Italia e nel mondo.

Tra i vincitori dell’edizione 2016 nella sezione ORO, per la categoria FORMAGGI A LATTE VACCINO – BUFALINO DI FATTORIA, ritroviamo anche il Pallone di Gravina, prodotto da Masseria la Ghianda (Santeramo in Colle).

Masseria la Ghianda, uno degli ultimi produttori aderenti al Presidio Slow Food del Pallone di Gravina, in occasione del summenzionato concorso ha presentato due Palloni di Gravina: uno stagionato per otto mesi, l’altro diciotto mesi affinato ad hoc.

Nell’ottobre 2012, il Pallone di Gravina, già riconosciuto P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizinale), è diventato Presidio Slow Food, grazie all’impegno dei produttori, della locale condotta Slow Food e dell’Associazione Murgiamadre (food.culture.territory).